Il borgo ex convento di San Sisto: un gioiello riscoperto da GAIA

giugno 1, 2016 L'Aquila 950 Views

La comune convinzione porta a circoscrivere le bellezze architettoniche da preservare all’interno dei centri storici. In moltissimi casi invece, esistono tesori stilistici in periferia, sconosciuti solo perché occultati dall’oblio e dai segni del tempo.

Il borgo ex convento di San Sisto, adiacente al Palazzo Rivera, ne è un esempio lampante. Ridotto a poco più che rudere, decontestualizzato e soffocato dall’espansione edilizia limitrofa che progredisce spedita sin dagli anni sessanta, poteva soccombere in un cronico abbandono o in asettiche iniziative di sostituzione edilizia integrale.

La decisione dell’architetto Cipriani di riattare il borgo ha definitivamente scongiurato questo scenario riprendendo intorno al 2000 i lavori iniziati negli anni ‘80 e poi abbandonati a seguito delle difficoltà incontrate. La ristruttazione, in questi casi, non può ridursi ad una mera opera di conservazione e risanamento
dell’esistente, ampiamente sfigurato rispetto alle configurazioni originarie, sia formali che materiche.

È stato quindi intrapreso un delicato e meticoloso lavoro di orditura storica, fatto di ricerche fotografiche e testimonianze dell’epoca, per ricostruire i primitivi tratti salienti, integrando con elementi compatibili per cultura e per architettura e con dotazioni tecnologiche moderne per gli aspetti energetici e impiantistici.

Il risultato finale è un gioiello unico nel suo genere. Percorrendo il viottolo di ingresso, il visitatore ha la sensazione di lasciarsi alle spalle rumori e scenari della modernità, per entrare in un tempo passato, dove le forme dell’architettura e dello stile, sapientemente rievocate e riqualificate, permettono di respirare l’atmosfera bucolica tipica del borgo storico aquilano.

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