Collemaggio, protocollo d’intesa per prevenire i tentativi di infiltrazione della criminalità nella ricostruzione

novembre 12, 2015 L'Aquila 527 Views
Collemaggio, protocollo d’intesa per prevenire i tentativi di infiltrazione della criminalità nella ricostruzione

E’ stato firmato un protocollo d’intesa per la prevenzione dei tentativi di infiltrazione della criminalità, in relazione al piano di restauro della Basilica di Santa Maria di Collemaggio.

A renderlo noto è l’assessore Pietro Di Stefano, firmatario del Protocollo, insieme al prefetto Francesco Alecci, all’amministratore delegato di Eniservizi, Claudio Brega ed al soprintendente unico, Alessandra Vittorini.

Il Protocollo servirà come strumento finalizzato a “rendere corretta e trasparente ogni attività ed insediamento di impresa nell’area interessata ai lavori di restauro”. I lavori della chiesa, finanziati dall’Eni per un ammontare di 12 milioni di euro, verranno eseguiti dalla ditta Arcas di Torino.

“Tra la fine di novembre e gli inizi di dicembre – ha dichiarato l’assessore Di Stefano – la Basilica di Collemaggio verrà avvolta da una recinzione studiata e di grande impatto visivo che evidenzierà la bellezza dei particolari della Basilica stessa. La recinzione sancirà, di fatto, l’inizio dei lavori di restauro che, secondo la tabella di marcia, dovrebbero terminare entro la fine del 2017. Ci stiamo avviando, insomma, verso il recupero di uno dei monumenti più belli e sicuramente il più significativo in termini identitari, della città dell’Aquila”.

“Prima dell’assegnazione del contratto di appalto dei lavori di realizzazione del progetto, – si legge nel protocollo – la committente fornirà alla Prefettura dell’Aquila i dari relativi all’impresa aggiudicataria dell’appalto e, prima di autorizzare il subappalto, quelli relativi alle imprese sub-appaltatrici”.

Vi è, inoltre, una clausola che preveda che, qualora durante l’esecuzione del contratto pervenga o diventi interdittiva un’informativa da parte della Prefettura, il contratto verrà immediatamente risolto.

Il Protocollo sancisce poi che, in caso di qualsiasi richiesta illecita, la committente, l’impresa appaltatrice e le eventuali imprese subappaltatrici dovranno farne immediata denuncia all’autorità giudiziaria e alla stessa Prefettura. Nel caso di comportamenti particolamente gravi da parte dell’impresa appaltratrice (come trasmissione di dati falsi o incompleti per l’ottenimento della documentazione antimafia), oltre alla risoluzione del contratto, è prevista la sospensione e la revoca dall’albo dei fornitori qualificati di Eni.

L’impresa appaltatrice, infine, e le eventuali subappaltatrici dovranno dichiarare la propria adesione al protocollo che costituirà un allegato del capitolato o del contratto e sarà vincolante per l’impresa sottoscrivente.

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