Convenzione Ance – Parco Gran Sasso per ricostruire con bioedilizia

maggio 5, 2017 Cratere , Frazioni , L'Aquila 617 Views
Convenzione Ance – Parco Gran Sasso per ricostruire con bioedilizia

L’associazione dei costruttori (Ance) dell’Aquila ha sottoscritto una convenzione con il Parco nazionale del Gran Sasso e monti della Laga per la redazione di alcune linee guida riguardanti gli interventi di ricostruzione post-sisma all’interno delle aree tutelate, in una coniugazione fra rispetto dei principi di salvaguardia ambientale e bioedilizia.

Il territorio del Parco si estende in tre regioni, Abruzzo, Lazio e Marche e tocca cinque province, L’Aquila, Teramo, Pescara, Rieti e Ascoli Piceno, tutte interessate da eventi sismici, dal 2009 in poi, responsabili di danni a numerosi borghi che necessitano di una ricucitura territoriale sinergica e rispettosa della particolare estetica di cui sono portatori, senza rinunciare alla sicurezza e alla funzionalità che ne può garantire il ripopolamento e la fruizione turistica.

“Il Parco ha competenza specifica autorizzatoria fuori le zone perimetrate urbane – ha spiegato il presidente del Parco Tommaso Navarra – e comunque attraverso l’approvazione in corso del Piano parco, intende superare il regime vincolistico delle sole misure di salvaguardia e dare un contributo di pianificazione reale al proprio territorio con visione strategica di lungo periodo che renda effettivamente di valore l’appartenenza territoriale all’area protetta”.

“La ricostruzione non riguarda solo le pietre – ha continuato Navarra – ma è essenzialmente ricostruzione di funzioni in una prospettiva nuova che non può non contemplare uno sforzo di compatibilità ambientale che renda sempre più belli ed attraenti i nostri borghi. Oggi poniamo le basi di una buona pratica che può porsi in termini di riferimento nazionale e internazionale in caso di necessità di ricostruzione di ambienti ad alta valenza storico naturalistica”.

Per il presidente dell’Ance Ettore Barattelli, “l’edilizia contemporanea ha fatto grandi passi in avanti realizzando modelli di intervento che ci consentono di ripensare l’edificato incongruente e riqualificare il patrimonio storico architettonico dei centri abitati grazie anche a tecniche e tecnologie ecosostenibili. I costruttori sono i primi, oggi, a perseguire la qualità, quando questa contempli prestazioni di sicurezza, di funzionalità, di estetica e valorizzazione dei luoghi contestuali”.

“Il protocollo d’intesa va nella direzione di stimolare tutti i soggetti interessati, comuni del parco, province, Regione, Sovrintendenza, Università, ordini e categorie, a mettere in atto forme di collaborazione per l’individuazione di elementi che garantiscano alti livelli qualitativi sotto il profilo culturale, paesaggistico e urbanistico”.

Fabio Andreassi, coordinatore della commissione urbanistica di Ance L’Aquila ha spiegato che il gruppo di lavoro seguirà i principi del problem solving intorno a problemi ben delineati e utilizzando abachi di riferimento: “Attenzione sarà posta al tema delle prestazioni polisemiche di interesse pubblico e al ruolo attivo degli abitanti. L’idea di fondo è quella di legare premialità e compensazioni a prestazioni che possono anche superare i limiti legislativi e che riguardano il costruito e gli spazi aperti, perseguendo finalità di coerenza con i valori conformativi e di uso di contesto”.

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