Fascicolo del fabbricato: sì, ma con certificazione antisismica

settembre 7, 2016 Cratere , Frazioni , L'Aquila 879 Views
Fascicolo del fabbricato: sì, ma con certificazione antisismica

Via libera dalla giunta comunale dell’Aquila, su proposta deliberativa del sindaco dell’Aquila Massimo Cialente, alla redazione del fascicolo dell’edificio.

“È intenzione di questa Amministrazione – recita il testo deliberativo – istituire un fascicolo del fabbricato per tutti gli edifici, di proprietà comunale, già esistenti come di nuova realizzazione, in attesa che lo Stato italiano preveda l’istituzione di analogo documento per quelli di proprietà privata. Tale istituzione è utile per conoscere lo stato conservativo del patrimonio edilizio e per provvedere tempestivamente all’individuazione di situazioni a rischio, programmando interventi di ristrutturazione e di manutenzione a tutela della sicurezza e dell’incolumità dei cittadini”.

Il fascicolo dovrà contenere una serie di informazioni, quali le caratteristiche e la destinazione del fabbricato, l’anno di costruzione, l’eventuale presenza di edifici adiacenti, la documentazione catastale, quella antincendio e l’elenco di professionisti e imprese incaricati degli interventi eseguiti. Dovrà contenere, inoltre, tutta la documentazione tecnica sul progetto edilizio ed eventuali varianti allo stesso, la relazione geotecnica, i certificati di collaudo, l’elenco degli impianti presenti nel fabbricato, la verifica di interventi volti all’abbattimento delle barriere architettoniche e degli adempimenti correlati al rischio sismico, in base alla classificazione del suolo, nonché un verbale di sopralluogo ed una relazione tecnica di sintesi, corredata da documentazione fotografica, analisi dei luoghi, eventuale presenza di corsi d’acqua, grado di conservazione della struttura e presenza di servitù.

Una iniziativa importante: ma da sola non basta.

La certificazione antisismica, anche alla luce di quanto emerso con i tragici fatti di Amatrice, è fondamentale per costruire bene e vivere in sicurezza. L’Italia, nonostante l’alto rischio sismico, è ancora uno dei paesi che sta ignorando il problema, continuando a non rendere obbligatoria la certificazione. In Romania, ad esempio, su ogni palazzo è affisso un cartellino di colore diverso in base al grado di resistenza sismica che offre.

La certificazione antisismica, peraltro, farebbe chiarezza sull’impasse creatasi attorno ai concetti di miglioramento e adeguamento sismico, al centro della polemica sul crollo della scuola di Amatrice.

“Sontuosa opera di ristrutturazione dell’intero edificio, realizzata in poco più di tre mesi, consistente soprattutto nell’adeguamento della vulnerabilità sismica” recitava l’avviso pubblico che fu affisso dal Comune di Amatrice all’esterno dell’istituto onnicomprensivo “Romolo Capranica”. Ma l’appalto era per il miglioramento antisismico, non per l’adeguamento: concetti diametralmente opposti.

Il miglioramento garantisce fino al 60% per cento di sicurezza in più (ma anche un 10% rientrerebbe nei canoni del miglioramento) ma è un intervento che riguarda i singoli elementi strutturali dell’edificio, senza modificare in maniera sostanziale il comportamento globale dello stesso. E’ un concetto generico, non codificato.

L’adeguamento riguarda invece la struttura, su parti portanti, e quasi sempre comporta l’abbattimento dell’edificio: la garanzia di sicurezza è fino al 100% e comporta, naturalmente, l’impiego di milioni di euro (come nel caso della scuola di Spoltore). “All’Aquila” ha spiegato a Il Capoluogo il Presidente dell’Ordine degli Ingegneri Elio Masciovecchio “i lavori di adeguamento sono costati 400 euro a metro quadro”.

Una differenza sostanziale: se il terremoto avesse colpito di giorno, i morti sarebbero stati ben più di 300 e moltissimi in quella scuola, fintamente “antisismica”

 

 

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