GAIA e il Condominio Ferrovieri: ricostruire migliorando

maggio 25, 2016 L'Aquila 631 Views

Nella riedificazione di un edificio da demolire, è molto importante non stravolgere gli aspetti architettonici e funzionali, anche per una questione di continuità dei condomini rispetto alle vecchie abitudini.
Ovviamente è necessario introdurre profondi miglioramenti, cogliendo prima di tutto tre aspetti: strutturale, estetico ed energetico.

Nell’edificio in questione, il Condominio Ferrovieri, è stato operato un salto di qualità imponente.

Dice l’architetto, Gabriele De Simone: “La conservazione edilizia, vista all’interno dell’approccio di riqualificazione, non può estendersi sic et simpliciter a casistiche di edifici fuori dai contesti storici. L’ordito costruttivo delle periferie italiane, in particolare quello riconducibile all’espansione post anni ‘50, soffre di gravissime carenze funzionali, impiantistiche ed energetiche. Se si aggiungono problemi seri di vulnerabilità sismica, ecco che, in molteplici casistiche, il dettato progettuale non può che prediligere la sostituzione integrale. Nel confronto, una palazzina residenziale, costruita a ridosso del 1960, è drasticamente perdente rispetto ad un edificio di moderna concezione, senza peraltro poter contare, come nel caso di immobili storici, su argomentazioni conservative dettate dalla preservazione del pregio architettonico. Il caso della palazzina Ferrovieri II segue perfettamente tale paradigma, con l’aggravio di essere stato investito, nell’aprile 2009, dalla violenza del terremoto aquilano.”

“Una volta accertata la convenienza, non solo economica ma sociale, della demolizione dell’edificio, si è aperto un difficile percorso di impostazione progettuale del nuovo edificio.” prosegue l’architetto. “Il primo scoglio è stato riscontrato nelle scelte architettoniche, fortemente vincolate dal dover ricalcare la vecchia sagoma e, soprattutto, dalla presenza degli edifici frontestanti. La creazione di eccessivo distacco dal tessuto urbano limitrofo, avrebbe comportato infatti un segno territoriale decisamente azzardato, mentre le forme originarie, indubitabilmente anacronistiche, non potevano costituire un riferimento valido da ricalcare con successo. La scelta finale, dopo innumerevoli simulazioni, è caduta su un’architettura conservativa, basata su rapporti armonici di simmetria e solidità.”

L’utilizzo degli shear wall ha trovato nel condominio Ferrovieri la massima possibilità di espressione: “Gli shear wall altro non sono che ordinarie pareti in cemento armato che, opportunamente configurate, sia in dimensioni che in posizionamento, offrono all’edificio una forte resistenza e una forte rigidezza, con il risultato di abbassare drasticamente gli spostamenti durante la scossa, con conseguenti effetti benefici in termini di protezione dal danno. Si tratta quindi di elementi che, contrariamente ai classici pilastri, svolgono una funzione “dedicata”, specificatamente antisismica, anche in virtù dell’armatura interna appositamente calcolata e disposta per le sollecitazioni di taglio proprie del terremoto.”

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