Ingegneri rispondono a Cialente: noi sempre stati trasparenti

dicembre 4, 2016 Cratere , Frazioni , L'Aquila 618 Views
Ingegneri rispondono a Cialente: noi sempre stati trasparenti

“Gli ingegneri sono stati sempre a favore della trasparenza. Sostenere il contrario significa non solo e non tanto mancare gravemente di rispetto alla categoria ma soprattutto alla verità storica”. E’ netta la risposta del Presidente dell’Ordine degli Ingeneri della provincia dell’Aquila Elio Masciovecchio, dopo l’intervista rilasciata in tv dal sindaco della città Massimo Cialente e riproposta dal portale Ingenio.

Va per punti, Masciovecchio, nel confermare che gli ingegneri aquilani hanno sempre scelto di seguire, come categoria, gli indirizzi della massima trasparenza. “Premesso che pecore nere possono esistere in tutte le professioni e in tutti in contesti, quindi anche nella nostra, vorrei subito ricordare che la proposta di realizzare un documento ufficiale che consentisse di rispettare paletti precisi e parametri definiti in fatto di trasparenza era stato proposto dalla nostra categoria alle istituzioni già in occasione del sisma che colpi L’Aquila. La proposta venne respinta in quanto si disse che non si poteva limitare il mercato. Oggi la situazione è evidentemente cambiata se, su proposta della Rete accettata dall’attuale Commissario alla Ricostruzione Errani, i professionisti hanno stilato un documento che va esattamente in questa direzione, a dimostrazione che sono i primi a voler mettere in pratica i dettami della trasparenza e soprattutto quelli dell’etica, oltre che della legalità. Dove era l’attuale sindaco dell’Aquila quando venne rigettata la nostra proposta? A me risulta fosse seduto ai tavoli istituzionali per altro in qualità di vice Commissario della Ricostruzione“.

Il documento cui fa riferimento Masciovecchio definisce i criteri e i requisiti minimi per l’iscrizione ai professionisti abilitati all’Elenco speciale per la ricostruzione del sisma e soprattutto i criteri finalizzati ad evitare la concentrazione degli incarichi. Tali criteri sono basati sulla definizione sia di una soglia massima di incarichi sia – essendo la soglia, da sola, inidonea ad evitare i rischi di concentrazione – di un sistema integrato “ove si attribuisce valore all’aggregazione dell’attività professionale associando ad una soglia massima individuale per singolo operatore anche una soglia massima generale correlata al valore degli incarichi complessivamente affidati”.

Secondo aspetto, gli elenchi. “Questi escono, quindi significa che i progetti ci sono e sarebbero pronti a partire. La questione è che da un paio di mesi a questa parte il Comune pubblica due tipologie diverse di elenchi, uno completo, l’altro costituito da progetti che attendono il permesso di costruire, ovvero il parere definitivo. E chi lo dà questo permesso? Il Comune, non i professionisti. Ma se chi lavora in Comune non è stimolato dalla massima autorità cittadina, mi sembra difficile che la situazione possa sbloccarsi“.

Terzo capitolo, il Genio Civile. “Sono mesi che sottolineiamo a gran voce, anche sulla stampa, che questo organo non riesce a sbrogliare le troppe pratiche in corso e che è in ritardo di sei mesi. Dov’era il sindaco quando abbiamo avanzato soluzioni oltre che denunciato i ritardi? Anche qui siamo rimasti parzialmente inascoltati. Perché il sindaco non si è fatto artefice di una campagna simile? Perché non si vuole risolvere questo impedimento che è il maggiore ostacolo alla ricostruzione? Perché non concentrare sul vero nodo che la impedisce attenzione e risorse? Non spetta ai professionisti risolvere questo impasse“.

Ulteriori precisazioni. “Siamo stati favorevoli alla proposta avanzata dal sindaco sulla realizzazione degli Stati Generali della Ricostruzione insieme ad enti, categorie, istituzioni ed operatori interessati. Due mesi fa il primo incontro introduttivo. Ci siamo lasciati che il Comune avrebbe preparato un testo base da arricchire con i contributi dei vari professionisti. Non c’è ancora traccia di quel testo base. Noi aspettiamo, non troppo fiduciosi. Inoltre va sfatato il luogo comune dei ritardi, ad oggi inesistenti, e ricordo che gli ingegneri sono a disposizione con il proprio Consiglio di disciplina per verificare esposti da parte dei cittadini su eventuali comportamenti non etici dei professionisti. Sino ad ora ne sono arrivati ben pochi“.

Infine, la postilla. “Chiudo dicendo che la ricostruzione privata sta ottenendo ottimi risultati come dimostrano le gru che fanno parte integrante del “panorama” dell’Aquila e le costruzioni realizzate. Opere pubbliche invece, proprio non se ne vedono. E vengono accusati i professionisti?“.

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