La tela della cupola del Duomo nell’open day dell’Accademia di Belle Arti

giugno 1, 2016 L'Aquila 852 Views
La tela della cupola del Duomo nell’open day dell’Accademia di Belle Arti

Porte aperte all’Accademia di Belle Arti dell’Aquila. Nell’ultimo dei suoi open days di questo anno, l’istituto ha voluto mostrare agli studenti delle scuole superiori d’Abruzzo e piu’ in generale ai cittadini i laboratori della sua scuola di restauro una delle cinque in Italia, all’interno di un accademia di belle arti, abilitanti alla professione di restauratore. “Questa scuola e’ un fiore all’occhiello per l’Accademia dell’Aquila – spiega il presidente Roberto Marotta – un’eccellenza su cui abbiamo voluto investire certi di formare professionalita’ utili sempre ma in particolare nel momento storico che il nostro territorio sta attraversando. Non e’ stato semplice avviare questi corsi, oggi pero’ la nostra scuola di restauro funziona a pieno regime nel rispetto di tutte le normative vigenti e puo’ vantare collaborazioni e convenzioni con gli uffici e gli istituti di tutela dei beni culturali”.
Con l’occasione i visitatori hanno potuto seguire il cantiere di restauro della grande tela raffigurante la cupola del Duomo dell’Aquila, la Cattedrale dei Santi Massimo e Giorgio. Una preziosa testimonianza del patrimonio artistico della citta’ opera del pittore Venanzio Mascitelli che nel 1828 realizzo’ una finta cupola, dipinta in monocromo su tela, posizionata sul tamburo del Duomo dall’estensione di 120 mq, sul modello di quella della chiesa di Sant’Ignazio a Roma del 1685 di Padre Andrea Pozzo. Di fatto si tratta di un trompe l’oeil per cui dalla navata centrale alzando gli occhi si apprezza la prospettiva illusoria di una cupola. Indenne al I sisma del 1915, nel 2009, poiche’ il punto critico delle chiese risulta essere proprio quello dove era posizionata la tela incollata su un tavolato ligneo, questa e’ precipitata sotto il crollo della volta soprastante, spaccandosi in 9 pezzi di varie dimensioni. “Malamente impilati davanti alla chiesa sulla piazza all’aperto, i pesanti frammenti vennero raccolti a novembre 2009 – spiega la professoressa Grazia De Cesare che segue il cantiere – per essere sistemati in una tenda scaldata con aria calda mentre fuori c’era la neve e sottoposti a pronto intervento. I lavori furono realizzati dall’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro del Mibact, che in circa due mesi dal primo sopralluogo, completo’ l’intervento grazie all’operato di una ventina di restauratori, architetti, fotografi, addetti alla movimentazione. Nelle attivita’ furono coinvolti anche nove studenti dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila al loro terzo anno, grazie ad un accordo voluto dall’allora Ministro dei Beni Culturali, Urbani. La tela ridotta in 42 elementi, di cui 15 ancora adesi al pesante tavolato ligneo, la cui separazione avrebbe richiesto troppo tempo, vennero stoccati presso l’Accademia”. Negli ultimi due anni, nell’attivita’ didattica del corso di restauro dei dipinti su supporto tessile, e’ ripreso il lavoro di restauro della tela del duomo presso l’ABAQ, secondo il modello messo a punto dallo stesso ISCR. Finora vi hanno preso parte 12 allievi restauratori per il trattamento ancora in corso dei primi due frammenti, per un totale di circa 230 ore sotto la guida della prof.ssa Grazia De Cesare, gia’ parte come uno dei 4 direttori operativi, della messa in sicurezza dell’ISCR.

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