L’Aquila, Confimi – Aniem Abruzzo su legge ricostruzione: intervista al Direttore Ernesto Petricca

marzo 2, 2015 301 Views

“La nuova legge o decreto legge sulla ricostruzione post sisma rappresenta, anche se fuori tempo massimo, un atto fondamentale per il futuro della nostra regione: ma va rivista in alcuni passaggi tecnici che, così come sono oggi, si appalesano come una iattura per tutto l’Abruzzo” – dice Ernesto Petricca

Direttore Confimi Abruzzo e Aniem Abruzzo.

“Siamo intervenuti pubblicamente perché ci sono tematiche sulle quali è bene fare chiarezza immediata. Mi riferisco alla continua vacatio di figure apicali e fondamentali nel processo di ricostruzione come accade al MIBACT: qui, dopo 8 mesi di attesa per ottenere i pagamenti, ora siamo in una nuova situazione di stallo dove a rimetterci sono sempre le imprese”- continua il Direttore.

Esattamente a cosa si riferisce?

Siamo in attesa che si compia la rivoluzione prevista dal ministro Dario Franceschini, con la trasformazione in segretariato e la nomina di un nuovo dirigente di seconda fascia, oltre alla contestuale creazione di una soprintendenza archeologica speciale per L’Aquila competente sulla ricostruzione. Ad oggi nessuno ha potere di firma: è inaccettabile.

E poi?

L’Ufficio Speciale per la ricostruzione dell’Aquila è stato senza una guida da cinque mesi. Ora che la nomina del responsabile c’è stata e i fondi sono arrivati non dobbiamo più patire un ritardo. Di nessuna specie: i SAL si accumulano e le imprese sono a rischio fallimento”

Burocrazia e addirittura tasse non dovute…

La burocrazia è massacrante. Ci sono difficoltà addirittura nell’attivazione del cantiere, per acqua gas luce, in alcuni casi succede l’impensabile. Per non parlare degli oneri di occupazione suolo pubblico: insostenibili e non dovuti, come ha già messo per iscritto l’Agenzia dell’Entrate nel 2009.

Le vostre proposte?

Per lo snellimento delle pratiche e della liquidazione dei SAL, proponiamo di equiparare RUP la figura del committente o del rappresentante legale del consorzio: così si sgrava il Comune di compiti, e si consente direttamente allo stesso di procedere ai relativi pagamenti, fermi restando tutti i dovuti controlli.

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