L’Aquila. Porta di Poggio Santa Maria: ecco la “nuova” porta riscoperta alla Rivera

novembre 2, 2015 L'Aquila 2023 Views

Porta di Poggio Santa Maria

Porta di Poggio Santa Maria

Porta di Poggio Santa Maria.
E’ questo il nome dell’antico varco rinvenuto, nei mesi scorsi, su viale della Stazione.
L’architetto Di Stefano, dopo mesi di ricerche sulle varie fonti storiche, ha ‘scovato’ un passo degli ‘Annali’ di Ludovico Antinori, risalenti al 1780 circa, in cui viene menzionata la porta ad angolo che volge a mezzogiorno, con il suo nome originario.
Fino ad oggi, non se ne conosceva l’esistenza: il varco è stato scoperto solo a seguito del crollo di una porzione di cinta muraria, poco più a nord di ‘Porta Romana chiusa’, disegnata sulla pianta del Vandi datata 1753. Con un lavoro minuzioso, sono stati rimontati gli stipiti con la cornice, nella posizione originale.

PORTA POGGIO SANTA MARIA
Parzialmente interrata nella sua parte inferiore, crollata per il sisma nella parte sommitale e, infine, coperta dalla vegetazione nella porzione residua, la porta è rimasta a lungo nascosta. Nel corso dei lavori è apparso prima lo stipite sinistro, poi la sporgenza di un basamento in pietra che, liberato dal pietrame, mostrava all’interno l’incasso per l’inserimento del cardine del portone che chiudeva l’accesso alla città. Quindi la soglia in pietra e, successivamente, lo stipite destro, che ha consentito di misurarne con certezza la luce interna, pari a oltre tre metri e mezzo.
Sono stati poi ritrovati e ricollocati in situ tutti gli altri conci lapidei scolpiti per la porta (utilizzati nelle diverse ricostruzioni e riparazioni effettuate nel tempo) compresi quelli dell’imposta dell’arco, con la stessa lavorazione del basamento. E così oggi la porta si mostra in gran parte ricomposta e visibile, nuovo varco aperto verso l’area verde interna alle mura.

La lavorazione superficiale e la modellazione delle pietre basamentali rimanda ad una possibile datazione trecentesca, e quindi coeva alla realizzazione della cinta muraria. Ulteriori attente valutazioni andranno fatte anche in base allo studio dei documenti e delle mappe storiche: al riguardo è il caso di osservare che la pianta del Fonticulano del 1575, la prima rappresentazione “topografica” della città, sia pur in forma ideogrammatica, colloca nel tratto occidentale delle mura Porta Romana e Porta Pilese, ma quest’ultima scompare in tutte le raffigurazioni successive, sia in quelle ispirate alla pianta del Fonticulano (come quelle incise da J. Lauro nel 1600 e nel 1622, da J. Bleau nel 1680) e a seguire fino alla prima rappresentazione realmente topografica di D.A. Vandi del 1753.

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