Ricostruzione. Per Benedetti ‘stop ai lavori dei sottoservizi. La priorità è ripopolare il centro storico’

febbraio 8, 2016 L'Aquila 575 Views
Ricostruzione. Per Benedetti ‘stop ai lavori dei sottoservizi. La priorità è ripopolare il centro storico’

“Il prossimo anno, nel 2017, termineranno i lavori di ricostruzione degli edifici posti lungo l’asse centrale e le vie limitrofe. Il cuore della città potrà dunque tornare a battere. Non è possibile, non è logico e non è pensabile, per queste ragioni, far partire il cantiere per i sottoservizi.” Spiazza tutti il presidente del consiglio Comunale Carlo Benedetti, non nuovo ad uscite controcorrente rispetto alla politica condotta dalla municipalità.
Qualche settimana fa parlò dell’inopportunità del ponte che avrebbe collegato la Mausonia a Porta Napoli: ora affronta il tema, spinoso, dei sottoservizi.
“La città non può essere trasformata in una laguna cambogiana, impedendo ai cittadini di rientrare nelle loro case e di riaprire le loro attività commerciali, per consentire l’avvio di lavori che andavano fatti cinque anni fa. Soprattutto alla luce del fatto che, dopo l’avvio del primo lotto, è stata smembrata via Sallustio e, dopo un anno, siamo ancora lì o poco oltre, malgrado l’impegno del presidente della società Gran Sasso Acqua. Nella primavera del 2017 dobbiamo riconsegnare i lavori dell’asse centrale, non inaugurare un nuovo cantiere.”
Una presa di posizione molto dura, dunque, che risponde anche ai disagi più volte sottolineati dai cittadini in merito ai palazzi ricostruiti in centro storico: sono sempre di più infatti i problemi legati alle mancate utenze e agli allacci difficoltosi da ottenere.

“Il ritorno alla vita della città, in alternativa del quale c’è solo lo spopolamento, ha più valore del tunnel intelligente.” – continua Benedetti. “Non può essere questo il problema, non in questo momento. I sottoservizi si rifaranno quando sarà possibile, ora abbiamo altre priorità, almeno sull’asse centrale. I commercianti devono poter riaprire serenamente le loro attività e i cittadini devono poter tornare nelle loro case. Non abbiamo un’altra vita a disposizione per rivedere la città ricostruita e popolata e non possiamo aspettare, perché ciò avvenga, un’opera pubblica partita con sei anni di ritardo e che, in un anno, è progredita ben poco. Questa città, lo ripeto, deve tornare a vivere. Altrimenti avremo un patrimonio edilizio rimesso a lucido e tunnel intelligenti, ma senza più abitanti.”

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