Ristorante Le Tre Marie: la storia dell’Aquila in cucina

gennaio 16, 2017 L'Aquila 2316 Views

Era l’inizio del 2016 quando vi parlammo, dalle pagine del Notiziario della Ricostruzione, dei lavori di ristrutturazione in corso per lo storico locale “Tre Marie”: non sarà più solo un ristorante, ma anche un caffè di classe ed una cantina speciale per la degustazione di buon vino.

I lavori dell’aggregato che comprende anche la sede storica della ex Carispaq proseguono spediti e la riconsegna è prevista per il 2018. Per quasi un secolo gestito dalla famiglia Scipioni, il ristorante era stato rilevato dalla Gioel Holding di Alido Venturi proprio pochi mesi prima del terremoto del 2009 e porta con sé la responsabilità, importante e suggestiva al tempo stesso, di essere uno dei simboli dell’Aquila e dell’aquilanità.

Intanto, il nome: ben lontano dall’essere una copia del popolare gruppo dolciario milanese – il ristorante le Tre Marie esisteva da parecchi anni prima dei produttori di panettoni… – le Tre Marie trae il suo nome da una edicola votiva che si trovava di fianco al portone, eliminata per costruire il palazzo. Fu il papà di Paolo Scipioni, ultimo della famiglia a gestire il ristorante, a dipingere le Tre Marie all’interno del locale, trasformandolo in una vera opera d’arte. Il locale, di fatto, è tutelato….XXX

Paolo Scipioni, ora novantenne, non vive più all’Aquila da dopo il terremoto: ma di fatto è stato lui il precursore della cucina a chilometro zero, sempre alla ricerca del prodotto di qualità e delle migliori produzioni sul territorio aquilano. Una famiglia di ristoratori, quella degli Scipioni, che discende dai Cancellieri: della stessa famiglia erano due ristoranti a Piazza Palazzo e le Tre Marie.

Oggi si parlerebbe di ritorno alle origini, con le produzioni dop e docg: allora, Paolo Scipioni sapeva che la qualità era nelle materie prime prodotte sul nostro territorio. Dalle mozzarelle di Rivisondoli ai formaggi di un caseificio che si trovava a San Marciano, passando per le verdure del mercato di Piazza Duomo. Il tutto cucinato e rielaborato dalla nonna Candelora, che ha tramandato al nipote i segreti della tradizione aquilana in cucina.

Le Tre Marie a L’Aquila erano il luogo dove il ristoratore Paolo Scipioni celebrava la grande cucina abruzzese e dove ogni personaggio illustre che passasse per la città non poteva fare a meno di mettere piede: Giulio Andreotti, Michelangelo Antonioni, Gino Bartali, Pippo Baudo, Luigi Carnacina, Adriano Celentano, Jack Delors, Re Faruk, Richard Gere, Oscar Luigi Scalfaro, Paolo Villaggio, Pier Paolo Pasolini, Pietro Nenni, Herbert von Karajan, Re Gustavo VI di Svezia.

 

Come sarà

«Una porzione del locale è vincolata unitamente agli arredi e alla facciata. È uno dei cento ristoranti storici d’Italia – spiega l’ingegnere Patrizio Tracanna, autore del progetto di ristrutturazione.  L’immobile presenta alcuni dissesti soprattutto sulle coperture con uno stato di lesioni diffuso. È stata fatta un’opera di salvaguardia per le parti che potevano essere rimosse come la boiserie in legno, le tele, così come tutte le parti di decoro, compresi i piatti. Tutte queste opere hanno subito, a loro volta dei danneggiamenti, e devono essere recuperate. Finora abbiamo coltivato la volontà di ripartire. Alido Venturi e la Gioel holding hanno vinto una battaglia per il marchio prima del terremoto, i cui diritti sono stati rivendicati. Unitamente al recupero del locale c’è l’intenzione di lanciare prodotti con il marchio di tipo alimentare come il caffè quale prodotto e il locale “Caffè Tre Marie”.
Oltre al ristorante, verrà annessa una nuova porzione di locale in cui verrà adibita la zona cantina, con degustazioni.

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