Terremoto: non è tempo di allarmismi, ma di una cultura della casa

febbraio 1, 2017 Cratere , Frazioni , L'Aquila 2126 Views
Terremoto: non è tempo di allarmismi, ma di una cultura della casa

Una casa è sicura quando consente la salvaguardia della vita di chi vi abita: quando, in soldoni, non cade in testa in seguito ad una scossa forte di terremoto – come quella del 6 aprile 2009 – ma consente a chi la abita di poter uscire sano e salvo.

E’ un concetto che intendiamo sottolineare anche alla luce della comunicazione, spesso confusionaria e confusa, che in questi giorni successivi alle scosse del 18 gennaio scorso si sta facendo.

Non è tempo di allarmismi. “Le case all’Aquila sono sicure” ha detto in più occasioni Elio Masciovecchio, presidente dell’ordine degli Ingegneri dell’Aquila.

L’Aquila è una delle città più sicure perché buona parte del patrimonio edilizio è stato oggetto, in seguito al terremoto del 2009, di interventi di adeguamento sismico” dice Masciovecchio. D’altro canto, scosse come quella del 18 gennaio possono creare qualche effetto negli edifici, proprio perché sottoposti a sollecitazioni: nella maggior parte dei casi si tratta di lesioni agli intonaci, non di danni strutturali. E’ anche per questo che, se si hanno dubbi sulla sicurezza post sisma della propria abitazione, è opportuno contattare il progettista o il direttore dei lavori.

Allarmismi fuori luogo anche per il presidente dell’Ordine degli Architetti Edoardo Compagnone: “la legge sulla ristrutturazione post sisma, dopo il 2009, prevedeva un range minimo di adeguamento della struttura, in base alla vulnerabilità, che varia dal 60 all’80%. Le abitazioni sono state migliorate sismicamente e rese più sicure” dice, intervistato da il Centro.

Quella che dovrebbe essere migliorata, a dire il vero, è la cultura della casa: che, di fatto non esiste. E’ abitudine consolidata la trasmissione, ereditaria, di abitazioni: sulle quali però non si pensa di intervenire per migliorarle sismicamente o in termini di efficienza energetica. Una ignoranza che, in fase di ricostruzione, spinge da parte dei cittadini, a rifiutare l’efficientamento energetico o antisismico a favore del parquet o di infissi di pregio.

Intervenire a livello culturale e informativo sarebbe dunque fondamentale per un progetto che concerne la sicurezza nostra e del nostro patrimonio edilizio, pubblico e privato, di più ampio respiro.

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