Università. Comunicare la ricostruzione e le potenzialità: un’occasione da non perdere

febbraio 1, 2017 Cratere , Frazioni , L'Aquila 859 Views
Università. Comunicare la ricostruzione e le potenzialità: un’occasione da non perdere

Ridare valore all’Università degli studi dell’Aquila, attraverso accordi ed intese con il territorio – locale e nazionale – per creare nuovi posti di lavoro.

Questo l’intento della Rettrice dell’Ateneo aquilano Paola Inverardi, che sostiene, nonostante in apparenza i numeri le diano torto – meno 5000 studenti in 4 anni – che l’Università aquilana è in salute.
Perché? Perché il calo di studenti è generale, in tutta Italia, e ci sono Dipartimenti, come quello di Ingegneria e di Matematica, che riportano numeri di immatricolati e studenti laureati importanti.

Il problema, semmai, è a livello di comunicazione: la stessa Rettrice, in una intervista su Il Centro di oggi, rivela che “dobbiamo essere più presenti sul fronte dell’informazione e divulgazione per poter contribuire ad aumentare la conoscenza delle caratteristiche del nostro territorio, di quanto è stato fatto nella ricostruzione materiale e di come si possa consapevolmente e serenamente convivere nei nostri territori”.

A ben guardare, infatti, nelle più massmediatiche occasioni pubbliche che L’Aquila ha avuto di mostrare la situazione post sisma, l’immagine che si è trasmessa della città e al tempo stesso del suo motore economico, l’università, non è stata molto invogliante: da Obama ad altri Capi di Stato, il simbolo del terremoto del 2009 è stata la Casa dello Studente. Otto i morti fra gli studenti al suo interno: numeri inferiori a edifici, seppur poco distanti, nei quali hanno perso la vita decine di persone – via Campo di Fossa è l’esempio più lampante.

Ecco, dunque, il problema: non esiste una corretta e puntuale comunicazione della ricostruzione e di quanto si fa, concretamente. E se il calo di studenti, affidato alla mera cronaca, seppur dolorosa, dovesse continuare sarebbe colpa di chi continua a guardare a quello che è stato nel 2009, e non a quello che potrebbe essere ora e nell’immediato futuro.

Comunicare la ricostruzione e le potenzialità del nostro territorio: un’occasione da non perdere

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