Urban Center: confronto sulla comunicazione di emergenza e la comunicazione sociale

settembre 7, 2016 L'Aquila 551 Views
Urban Center: confronto sulla comunicazione di emergenza e la comunicazione sociale

Un dibattito partecipato e coinvolgente quello che si è tenuto ieri, 6 settembre, a Palazzo Fibbioni, nell’ambito delle iniziative organizzate dall’Urban Center. Al centro dell’incontro il dibattito, promosso dal Tavolo Tematico Partecipativo sulla comunicazione, dal titolo “Dalla comunicazione di emergenza e crisi alla comunicazione sociale”.
“Un incontro” dice Maurizio Sbaffo, Presidente Associazione Culturale Urban Center L’Aquila, “che vuole costituire un momento di riflessione e approfondimento sul tema della Comunicazione, nell’impatto sulle logiche dello sviluppo di comunità e sulle dinamiche partecipative.

L’informazione è un servizio che risponde al bisogno espresso di conoscere ed è prodotta e diffusa con un metodo controllato in base ad un criterio di verità esplicito, la comunicazione trasmette messaggi che spesso hanno lo scopo di orientare il ricevente in modo calcolato, da chi diffonde comunicazione in un determinato contesto storico, economico e politico. Se ciò è vero, ne possiamo dedurre che lo scopo dell’informazione è servire il pubblico nel modo più “obiettivo” e ”distaccato” possibile, mentre lo scopo della comunicazione è servire chi comunica.”

“Se si vuol trasformare un disastro in una “opportunità”, il primo elemento che deve funzionare è la comunicazione, in particolare quella istituzionale.” ha esordito Angelo De Nicola, giornalista e moderatore dell’incontro.
“Il terremoto dell’Aquila del 6 aprile 2009, sotto quest’aspetto, rappresenta un caso di scuola di quello che non bisogna fare: è stato sbagliato tutto o quasi, provocando guasti gravi, alcuni dei quali forse irreparabili.
Un “disastro” comunicativo che, oltretutto, non ha insegnato nulla perchè errori del tutto analoghi sono stati commessi anche nel caso del terremoto dell’Emilia e si stanno commettendo anche nel terremoto di Amatrice.
Dunque, se un “processo” s’ha da fare, questo andrebbe fatto non alla Commissione Grandi Rischi, ma a chi (politici, amministratori, dirigenti) non ha saputo gestire la comunicazione.”

“Creare visione, disegnare percorsi, costruire sinergie, le parole chiave del nostro metodo”, spiega il responsabile dell’USRC, Paolo Esposito sottolineando il principio che ispira l’azione complessiva della macchina da lui diretta. “Attraverso le giuste sinergie è possibile creare un modello nuovo di pubblica amministrazione su un tema delicato e articolato come quello dei processi di ricostruzione di decine e decine di borghi in Abruzzo, fatto di rispetto delle necessità delle amministrazioni – rappresentate dal Tavolo di Coordinamento delle Aree Omogenee – e dei cittadini, disponibilità ed efficienza/efficacia nei processi, perseguimento di precisi obiettivi e trasparenza/monitoraggio nell’utilizzo di fondi pubblici, grazie ad un team di tecnici (prevalenza ingegneri ed architetti) e amministrativi di età media 37 anni e di provenienza concorsuale a livello nazionale (per metà di provenienza MIT/Ministero Infrastrutture e Trasporti)”

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